 "La follia era dunque quegli occhi smarriti? Quante volte aveva ucciso? Quattro, cinque volte. Avrebbero potuto essere di più. Molte di più. Aspirava boccate di fumo come fossero le ultime, trattenendo la sigaretta sulla punta delle dita e il gomito in alto. Anche la morte si lasciava ingannare. Quell'uomo era morto e potevo ordinare che ripetesse ogni gesto o parola tutte le volte che volevo. Non mi sarebbe sfuggito alcun dettaglio. Proprio niente. Lui non avrebbe potuto sottrarsi né ribellarsi, né urlare o invocare aiuto. Come le sue vittime. Perché inseguivo quell'uomo? È la chiave di tutto mi disse il poliziotto, cercando di mettermi sulle sue tracce. Una storia dimenticata, avevo replicato con convinzione. Poi..." Un avvincente affresco del mondo e delle regole di Cosa nostra con una inquietante psicologia mafiosa. Ma anche la storia di una follia lucidissima. [Aldo Forbice]
La storia di un pentito di mafia, della sua solitudine, di una lacerante crisi di coscienza. Ma anche la denuncia del pentitismo di mestiere, spettacolare e strumentale, della violenza mafiosa e dell'indifferenza dello Stato. Un saggio, ma anche un romanzo su una straordinaria, drammatica follia. [Emanuele Macaluso] |